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DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - Musicamag.com

Detto questo, non vanno trascurate le reali doti creative di Sanchioni. I testi sono per lo più interessanti ed efficaci, spesso ironici, incisivi. Anche dal punto di vista musicale, composizioni ed arrangiamenti rivelano una certa ricerca, ed una band di musicisti competente ed affiatata. Molto interessanti per esempio l'avvio della prima traccia "Gli intellettuali non salveranno il mondo"giocato su un violino "arrabbiato", e sapienti, volute dissonanze, nonché l'uso originale di chitarra elettrica, percussioni e "suoni quotidiani" inseriti in diversi pezzi. Tutto sommato un lavoro in cui si riscontrano ben poche pecche. Sono occasioni come questa, quelle in cui vien da pensare a come, nel giro di relativamente pochi anni (una ventina o poco più) le difficoltà ed i problemi dei musicisti che vogliono far conoscere la propria opera si siano trasformati quasi capovolgendosi. Un tempo era la difficoltà oggettiva a raggiungere il pubblico e riuscire a far sentire il proprio lavoro ad ostacolare chi si cimentava nella creazione musicale. Oggi, al contrario, è la quasi eccessiva facilità di diffusione data dal web, a generare un "mare magnum" di produzioni musicali che ha travolto il potenziale uditorio. Ingoiando, sommergendo, ed infine livellando un po' tutto e tutti. Facendo sì che lavori pur di buon livello come questo finiscano per confondersi in un non meglio identificato "già sentito". Per questo motivo consigliamo sempre - e nel caso di autori con ottime potenzialità come Marco Sanchioni - un ulteriore sforzo di originalità per arrivare a distinguersi dalla massa.

Maurizia Vaglio

10 ANNI DOPO - IntervistandoWEBTV.it di Antonino Di Vita

“Dieci anni dopo” l'uscita del suo primo full lenght (Mite, PMA 2002), preceduto dalla pubblicazione di alcuni demo negli anni novanta, il cantautore marchigiano presenta tredici episodi scritti nell'arco di questa decade; il susseguirsi dei brani, senza pause, esibisce un continuum compositivo in una virtuale suite  formativa, elidendo l'apparente frammentarietà delle distanze temporali.
Lasciatasi alle spalle l'esperienza giovanile The A Number Two, indie rock band fondata verso la fine degli anni ottanta, e la breve parentesi come percussionista nel gruppo di folk irlandese Ossi, Sanchioni procede in solitaria l'esperienza di musicista, tagliando questo nuovo traguardo in virtù di una naturale urgenza espressiva.
Gli attacchi di L'Idea Di Te, L'Ultimo Happy Hour e Potrei Vergognarmi sono dei caterpillar sonori che avanzano inesorabili; chitarre serrate, riff seventies, squarci acustici, intromissioni noise, a scandire amori idealizzati, vuote esistenze e rabbie interiori.
Un disagio esistenziale che ricorre ad una sintesi equilibrata tra offensiva sonora e oasi riflessive, al servizio di una melodica cantabilità.
Le passate frequentazioni folk rispuntano nella malinconica Dani Sulla Luna, in antitesi con le pulsazioni punk di Anima-le; toni stemperati per l'amarcord ironico Il Mio Mangiadischi, ballad agreste, mentre il rifiuto di cliché ideologici imposti definisce Comunista Con La Pancia Piena, recuperando atmosfere tipiche del cantautorato militante anni settanta (Lolli su tutti).
Un lavoro sincero, libero e liberato, che ripercorre una fase della propria vita in cui, citando lo stesso artista: “...è rimasta la voglia...la necessità di scrivere...una terapia...come nutrimento...”.

Antonino Di Vita

MITE - Music Club

…Sanchioni sceglie l’opzione di far venire a galla i sentimenti, senza mediazioni, a volte con testi scomodi. Indifferente alle mode e alle convenienze “Mite” è un disco superbo.

Francesco Battisti

DOLCEMENTE GRIDANDO SUL MONDO - lultimathule.wordpress.com

Autoprodotto come il predecessore, Dolcemente gridando sul mondo ha messo in mostra uno stile in sintonia con quello abituale, benché nel complesso più eclettico e attento ai dettagli, e un’ispirazione sempre vivida; undici episodi pieni di energia – sia fisica, sia emotiva – che regalano melodie accattivanti, profondità di atmosfere, trame rock non banali, testi articolatissimi e qua e là terminologicamente inusuali interpretati con voce potente ma dotata di una sua affascinante fragilità. I temi sviluppati nei versi (in rima, per lo più) intrecciano la sfera privata con quella pubblica, ma al di là delle storie personali narrate il “messaggio” punta all’universale. Lo dimostrano i tre singoli finora presentati, espliciti nel denunciare malesseri e “inadeguatezze” comuni a tanti: da Canzone per me, concettualmente analoga alla celeberrima L’avvelenata di Francesco Guccini, alla più avvolgente Gli intellettuali non salveranno il mondo, fino a Sopravvivere vivendo, dove le trame tornano a farsi ruvide e incalzanti. Rimarchevole pure lo sforzo promozionale, giacché tutti e tre sono stati accompagnati da videoclip ineccepibili sotto il profilo della professionalità ma solo in un caso – il secondo, d’animazione: bellissimo – adeguati allo scopo: video così focalizzati sul protagonista funzionano per i volti arcinoti e non per quelli anonimi, a meno che dietro non abbiano idee originali e davvero d’impatto.
Poi, ok, i motivi della mancata affermazione di Marco non risiedono nel marketing “sbagliato”, in alcune immagini poetiche che è possibile trovare fastidiose o in qualche piccolo intoppo nel flusso delle parole. Sarà un problema di atteggiamento, di non sapersi muovere bene, di sfiga o di questi tempi balordi in cui per far strada nella musica non basta essere compositori e interpreti di qualità ma si deve essere “personaggi”. L’importante, dato che gli voglio un gran bene, è che lui se la viva serenamente, come sembra voler chiarire nella strofa conclusiva di quellaCanzone per me che va reputata il suo manifesto:
“Se già tutto previsto e imprevisti nessuno
Rimango in disparte come un orso bruno

Gustando del miele d’acacia raccolto
E zampate nel culo per chi ride stolto
Godermela in ogni momento

È l’unico intento il più vero che c’è
Sia malgrado i soloni ed i rompicoglioni
Sbraitanti fra quelli che sono con me
Come me”
Che in fondo è un po’ come dire “Ho tante cose ancora da raccontare / per chi vuole ascoltare / e a culo tutto il resto”. Per quel che può valere, ad ascoltare le storie di Marco Sanchioni io continuerò ad esserci. E ne attendo tante altre ancora.

Recensore: Federico Guglielmi

MITE - Altatensione.it

…i temi trattati spaziano nella vita di tutti i giorni, amore, il bello e il brutto di vivere, illusioni e realtà...è, fondamentalmente, un lavoro valido, ben suonato, mai eccessivo, ben interpretato, ottimamente registrato e discretamente arrangiato...Sanchioni può farne di strada...

John Lorena – www.altatensione.it

MITE - Rockit.it

…"Mite" si rivela quindi un'opera estremamente convincente che (ri)propone sulla scena un autore che sembrava perduto e che, per nostra fortuna, ha voluto rimettersi in gioco con queste dodici, splendide canzoni.

Eliseno Sposato - http://www.rockit.it/