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Il lavoro (trattasi di autoproduzione) arriva a distanza di “soli” tre anni dal precedente album ''Dieci anni dopo'', con cui si era già potuto intravedere del sincero potenziale espressivo. ''Dolcemente gridando sul mondo'' compie un'ulteriore presa di posizione a difesa di un cantautorato diverso. Il linguaggio, pungente ed originale, supporta una maggiore complessità dei testi e delle tematiche (''Sole di luglio'', ''Bimbi di pietra''). Il paragone gucciniano è sicuramente il più immediato, complice di certo quella pronuncia incerta della erre che ricorre in Sanchioni, ma confermato di fatto dalle sonorità dei pezzi, imbevuti nella tradizione del folk italiano (''Gli intellettuali non salveranno il mondo''). A spezzare un po' la ripetitività di un minutaggio per lo più pop, intervengono qua e là certi fermenti rock-noise (''L'anima'', ''Il potere è adesso''), per un album complessivamente davvero ottimo!

 

Andrea Pagliaccia